auto elettriche cosa ne pensate?

5 ottobre 2009

dal salone dell’auto di francoforte si e’ visto che le case spingono molto sulle vetture elettriche. un tema interessante anche se abbastanza ambiguo. quanto si potra’ contare su questa tecnologia? mi interessa avere un riscontro e il pensiero di tutti. grazie a presto maria

gli occhi specchio dell’anima

1 settembre 2009

SI DICE CHE GLI OCCHI SIANO LO SPECCHIO DELL’ANIMA, NON SO SE SIA SEMPRE VERO. PIU’ SEMPLICEMENTE L’OCCHIO PERCEPISCE E SVELA MOLTO DI CIO’ CHE ACCADE INTORNO A NOI MA NOI SPESSO NE SOTTOVALUTIAMO L’IMPORTANZA. BASTA PENSARE QUANTO CI SENTIAMO PIU’ SICURI QUANDO IN AUTO ABBIAMO UN PARABREZZA AMPIO CHE CI PERMETTE DI ESTENDERE LA NOSTRA VISUALE E QUINDI CONTROLLARE MEGLIO LA SITUAZIONE QUANDO VIAGGIAMO. EPPURE GLI OCCHI NON VENGONO MAI USATI ABBASTANZA E NEL MODO GIUSTO DAGLI AUTOMOBILISTI CHE COSI’ CREANO SITUAZIONI DI PERICOLO A VOLTE GRAVISSIME. POTETE FARCI CASO GIA’ OSSERVANDO LE MOSSE PIU’ ELEMENTARI DEI GUIDATORI. IN MOLTI QUANDO SALGONO IN MACCHINA NON GUARDANO SE VEDONO BENE NELLO SPECCHIETTO RETROVISORE E IN QUELLI LATERALI. NON E’ UNA COSA DA POCO VISTO CHE CHI NON OSSERVA GLI SPECCHIETTI, DURANTE UN SORPASSO O UN CAMBIO DI CORSIA E DI DIREZIONE PUO’RISCHIARE DI TRAVOLGERE GLI ALTRI UTENTI DELLA STRADA. GLI OCCHI ANCHE PER CHI GUIDA SONO FONDAMENTALI. AD ESEMPIO PER SEGUIRE IL PERCORSO E LA DIREZIONE NELLA QUALE STIAMO ANDANDO, MA C’E’ CHI MENTRE E’ AL VOLANTE, QUANDO PARLA, SI GIRA VERSO IL PASSEGGERO, E CHI CERCANDO UN CANALE RADIO, LA GUARDA TOGLIENDO LO SGUARDO DALLA STRADA. UNA SVISTA DI QUALCHE SECONDO PUO’ ESSERE FATALE, E’ PER QUESTO CHE GLI STUDI PIU’ AVANZATI SULLA SICUREZZA, SVILUPPATI PARTENDO DALL’ANALISI DEGLI INCIDENTI STRADALI REALI, PUNTANO ANCHE SU SISTEMI IN GRADO DI RICONOSCERE ATTRAVERSO LA DILATAZIONE DELLA PUPILLA, O L’ABBASSAMENTO DELLA PALPEBRA , IL GRADO DI ATTENZIONE DEL CONDUCENTE O LO STATO DI EBBREZZA, AVVISANDOLO AFFINCHE’ POSSA CORRERE AI RIPARI.
QUESTO E’ POSSIBILE GRAZIE A SENSORI CHE RILEVANO COSTANTEMENTE NELL’ABITACOLO PIU’ DI 70 PARAMETRI. UN ESEMPIO: GLI INEGNERI CHE STUDIANO QUESTI SISTEMI HANNO RILEVATO DOPO ANNI DI RICERCA , CHE CHI GUIDA IN STATO DI AFFATICAMENTO, COMMETTE PICCOLI ERRORI DI STERZATA CHE SPESSO CORREGGE MOLTO VELOCEMENTE E CON UNA PARTICOLARE MODALITA’. QUESTI ERRORI VENGONO RICONOSCIUTI DAL SENSORE DELL’ANGOLO DI STERZATA , E IL CONDUCENTE VIENE PER COSI’ DIRE “ SVEGLIATO” DA UN SUONO. MA NON E’ TUTTO. IMPORTANTISSIMO PER LA PROPRIA E ALTRUI SICUREZZA SAREBBE POTER VEDERE BENE ANCHE AL BUIO, COSA PERALTRO AFFATTO FACILE. LE ULTIME SPERIMENTAZIONI HANNO PORTATO SU ALCUNE VETTURE IL NIGHTVIEW PLUS. ( LO HANNO MERCEDES E BMW) UN SISTEMA CHE PERMETTE INDIVIDUARE DI NOTTE ANCHE I PEDONI, CHE VENGONO VISUALIZZATI SUL MONITOR, IN GENERE QUELLO ADDETTO ALLA NAVIGAZIONE, GRAZIE AD UNA TELECAMERA A RAGGI INFRAROSSI.

UN ALTRO SISTEMA CHE I GIAPPONESI (DI NISSAN ) STANNO STUDIANDO DA TEMPO ED E’ A BUON PUNTO, E’QUELLO CHE RILEVA LO STATO DI EBBREZZA DEL CONDUCENTE . ANCHE QUI UNA TELECAMERA MONTATA SUL CRUSCOTTO TIENE SOTTO CONTROLLO IL VOLTO DEL GUIDATORE, MISURANDO I BATTITI DELLE CIGLIA. IL SISTEMA SA RICONOSCERE GLI EFFETTI DELL’ ALCOHOL SULLO STATO DI VEGLIA DI CHI SIEDE AL VOLANTE. SE CI SONO SEGNI DI ASSOPIMENTO ATTIVA UN MESSAGGIO VOLCALE E UNA SEGNALAZIONE VISIVA TRAMITE IL NAVIGATORE, MENTRE UN APPOSITO MECCANISMO TENDE LA CINTURA DI SICUREZZA PER RICHIAMARE IMMEDIATAMENTE LA SUA ATTENZIONE. UNICA PECCA, QUESTI SISTEMI ESISTONO MA AL MOMENTO SONO COSTOSI. PIU’ CHE ALLETTARE GLI AUTOMOBILISTI CON OPTIONAL INUTILI, LE CASE DOVREBBERO RENDERE DISPONIBILI A COSTI INFERIORI QUELLI UTILI PER IL BENE COMUNE.
LA COSA POSITIVA E’ CHE REALMENTE LA TECNOLOGIA PUO’ AIUTARE A SALVARCI LA VITA ANCHE SOLO OSSERVANDO IL NOSTRO SGUARDO.

La dura vita del pedone

1 settembre 2009

 Io sono un pedone, di fatto nasco tale perché  bipede, ma con l’avvento dei diciott’ anni e della tecnica, per piacere prima e per esigenze di lavoro poi, sono diventata un’automobilista incallita e anch’io a volte ho avuto qualche rapporto conflittuale con i motociclisti e i pedoni, poco rispettosi a mio vedere delle regole della strada, perché spesso con il loro comportamento mettono  a repentaglio più la loro stessa vita che quella di un conducente d’auto. Ma le recriminazioni sono reciproche. Ma, avete mai provato da guidatori a rimettervi nell’originale condizione in cui siete nati ossia quella del pedone? Ve lo chiedo perché  e’ bene riflettere sulla condizione del pedone. Dovete sapere che negli ultimi anni il pedone e’ diventato una delle vittime della strada più colpite tanto da rappresentare oggi una vera emergenza. Indicato dalle statistiche uno dei soggetti che necessitano , come i ciclisti, di maggior tutela nell’ambito della sicurezza stradale. Pensate che il 44 per cento della mortalità e il 77 per cento dell’incidentalità si concentra in zona urbana e sono 56 i pedoni che ogni giorno vengono coinvolti in incidenti stradali, 2 al giorno perdono la vita. Una vera sciagura tanto che la comunità europea negli ultimi anni ha stabilito regole per le nuove auto che ora devono avere una configurazione del cofano e una distanza  del parafango dal motore tali da limitare i danni nel caso un pedone venga investito. Tutto questo ci dovrebbe far pensare. D’altra parte basti osservare la  giornata di un pedone in città. Parlo di Roma dove abito, ma le altre non sono molto meglio. Mi sono rimessa nei panni del pedone per un giorno cercando di fare ciò che dovevo andando a piedi. Esco da casa e già  non trovo spazio sui marciapiedi dove sono parcheggiate moto bici e a volte anche auto. Così  sono costretta a zigzagare su e giù dalla zona a me riservata, ma a lato del marciapiede trovo parcheggiati anche in doppia fila veicoli d’ogni tipo. Così, devo camminare sulla strada e sfioro le auto in sosta ma a mia volta vengo sfiorata dagli automobilisti e motociclisti, stizziti alcuni altri un po’ meno. E questo e’ un altro punto. Quelli meno stizziti si lanciano in apprezzamenti di ogni genere e quindi voltandosi si distraggono e spesso puntano un altro pedone che a sua volta sta cercando di attraversare la strada, ma loro non lo vedono perché “distratti”. Così a rischiare la pelle questa volta siamo in due pedoni. Io perché  cammino sulla strada e l’altro perché  non viene visto. Del pedone non c’e’ più rispetto sulle strisce pedonali, figuriamoci quando e’ lontano dalle stesse. Lì partono insulti d’ogni genere. Tranne quando stai per attraversare e magari hai una minigonna. Ma si sa tutte le medaglie hanno il loro rovescio così se al volante c’e’ un uomo, quasi sempre si ferma, se c’e’ una donna non e’ detto che sia così, non sempre c’e’ spirito di solidarietà. Diciamo che e’ consigliabile portare se si cammina in città scarpe non molto alte. Per attraversare la strada i tempi di reazione sono diversi con o senza tacchi, anche se questi ultimi fanno più effetto sul conducente maschile. Non fidatevi poi di camminare senza guardarvi attorno anche se siete in una piazza dove  non sono previste le strisce pedonali. Pure lì auto e moto, anche non potendo, passano a velocità decisamente inopportune e rischiate sempre e comunque. E poi avete mai osservato i poveri anziani che hanno bisogno di attraversare la strada? La loro( ovvia) lentezza manda su tutte le furie i conducenti che ovviamente hanno sempre fretta e tante cose da fare, mica come quelli lì che ormai non  fanno più niente e potrebbero anche starsene a casa. Per loro il rispetto proprio non esiste e sono costretti a fare numerosi tentativi, ritraendo spesso gamba e piede che altrimenti verrebbero tranciati. Ogni tanto trovano qualcuno che li aiuta ad attraversare. E’ vero c’e’ anche il pedone distratto che attraversa senza guardare o sbuca improvvisamente sulla strada da dietro le macchine in sosta, spaventando l’automobilista che e’ costretto a frenare di colpo. Ma si sa’ che se si mantiene la velocità giusta in città e’ più facile fermarsi all’improvviso. Anche su questo aspetto sarebbe bene metterci un po’ più di buon senso.

 

Maria leitner

le donne, come scelgono le auto?

1 settembre 2009

Ci chiedono spesso con che criterio scegliamo l’auto e anche con un certo sorriso sulle labbra, come dire : ” non ci aspettiamo granché visto che di macchine ci capite poco o nulla.” Per i maschietti il mondo dei motori e’ uno dei punti fermi con cui esercitano la propria forza psicologica perché chi più di loro può essere esperto in tale materia? Tecnicamente la loro supremazia potrebbe essere ancora predominante, ma il mondo cambia e ora l’auto la usiamo tutte noi e direi guardandomi attorno, con una certa dimestichezza.. Sono arrivata a pensare che a volte noi trattiamo l’auto come vorremmo fosse l’uomo, ossia con fascino e affidabilità che vanno a braccetto, ma sappiamo che non sempre e’ così. Comunque visto che ci spostiamo quasi quanto lui e’ chiaro che la macchina sia diventata un oggetto più famigliare e per questo quando la scegliamo ci documentiamo di più ne discutiamo in famiglia e spesso entriamo anche in discussione sulle scelte automobilistiche di mariti o fidanzati . L’unico fattore che accomuna noi donne e l’uomo quando si parla di auto, ed e’ il design dopo di che le strade ci dividono. Lui predilige la tecnica e la potenza, noi cominciamo a sezionare la vettura con la rapidità di un computer partendo dall’uso che ne possiamo fare a partire dalla mattina quando ci svegliamo, fino a sera quando usciamo nel caso non fossimo accompagnate. Personalmente esigo che la  macchina sia sicura e che non mi pianti in asso,come potrebbe fare qualche stolto. In una veloce consultazione tra amiche o colleghe che viaggiano molto,  tutte vorremmo una vettura mediamente grande e possibilmente con la seduta alta perché questa posizione  facilita la visuale. In effetti non e’ che un sedile alto ci renda più sicure, ma permette spesso di vedere meglio la strada e per quanto mi riguarda, non mi fa sentire uno scricciolo davanti agli autotreni o ai suv quelli enormi. Non ci vuole vivissima immaginazione per intuire che a noi donne serve sempre un bagagliaio piuttosto voluminoso perché lì va a depositarsi di tutto: dalle valige, alla spesa, al passeggino, poi ci sono gli abiti e spesso anche le scarpe. Certo se gli uomini provassero ad indossare almeno una volta le gonne capirebbero quanto e’ importante  che la vettura abbia una buona accessibilità. A volte siamo costrette a ridicole contorsioni per salire a bordo, ma a pensarci bene magari il gesto piace ed e’ anche sexy. Se dovessi dare un consiglio ad un’amica che acquista un’auto le suggerirei di accertarsi che i sedili siano facilmente abbattibili, perché il bagagliaio come detto non basta mai .

Meglio se la macchina e’ maneggevole quindi con uno sterzo molto docile così diventa facile da parcheggiare, io sceglierei sempre i sensori di parcheggio, una manna dal cielo quando a volte non si riesce a calcolare bene lo spazio necessario per lasciare la vettura. Ma oggi la macchina piccola per la città secondo me è diventata anche un oggetto che fa tendenza, perché ce ne sono molte davvero sfiziose e che si possono personalizzare. Ho notato che questo attrae anche le figlie di molte amiche che in più amano avere la presa per l’i-pod  e interni sgargianti mentre le mamme si orientano sui mini monovolume o suv ma attrezzati per poter mettere i bicchieri e piccole bottiglie. Ormai molte di noi amano spendere qualche cosa in più per il navigatore. E’ anche vero che non su tutte le auto sono così  precisi e a volte ci si trova a litigare con l’oggetto in questione come fosse un compagno di viaggio, mi rendo conto che a volte lo faccio anch’io. Avete mai pensato che potrebbe diventare anche un mezzo terapeutico? Inveire contro il navigatore potrebbe liberarci parzialmente da rancori almeno eviteremmo di sfogarci con mariti o compagni. E le vetture sportive?  Be’ quelle a chi non piacciono specie se sono di un certo livello. Secondo me però  sono viste ancora come uno status simbol, assai piacevole ma non indispensabile. Ma se qualcuno ambisse a farci un bel regalo sarebbe ovviamente il benvenuto.